Triatlhon: “Approccio multidisciplinare in equipe con trattamenti massoterapici e valutazioni metaboliche dell’atleta, dalla preparazione alla gara. Terza parte

Triatlhon: “Approccio multidisciplinare in equipe con trattamenti massoterapici e valutazioni metaboliche dell’atleta, dalla preparazione alla gara. Terza parte

27 aprile 2020

In questa parte dell’articolo verranno affrontate le tecniche di lavoro integrato riferite agli aspetti massoterapici ed energetici che hanno costituito, insieme al lavoro valutazione e preparazione fisica un aspetto fondamentale della prestazione.

Diverse figure ma con un obiettivo comune e una continua collaborazione.

Due tecniche manuali di culture lontane: la tecnica massoterapica tradizionale è identificata come la più classica nel mondo occidentale, viene eseguita generalmente su tutto il corpo in problematiche mirate e agisce principalmente sul circolo emolinfatico. Mentre la visione energetica, basandosi sulla medicina tradizionale cinese viene definita olistica perché fonda ogni sua teoria su un assunto di base: l’essere vivente correlato alle energie dell’universo.

Il massaggio è la più antica modalità attraverso la quale un essere umano ha imparato a lenire la sofferenza di un suo simile. La parola massaggio sembra derivare dall’arabo mass o mash, “frizionare” o dal greco masso, “maneggiare”. I benefici fisici e psicologici di questa pratica sono stati riconosciuti fin dall’antichità; considerato come l’istintivo ricorsoper eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare e consentire una più facile applicazione d’oli e unguenti sulla pelle nonché il più immediato metodo di terapia manuale per il benessere di tutto l’organismo. Oggi trova spazio all’interno di numerose applicazioni come la medicina riabilitativa, sportiva, vascolare, estetica e nella reumatologia, anche se l’azione globale del massaggio fa sì che il suo campo di applicazione sia in realtà più vasto di quanto si possa immaginare.

Per quanto riguarda le tecniche che vengono usate nel massaggio energetico,  quella di cui si fa più uso è la digitopressione. Si tratta di una tecnica di massaggio che si esegue tramite la pressione delle dita su punti che si trovano lungo i meridiani energetici del corpo. Attraverso questi canali, si creano connessioni tra il sistema vascolare e quello nervoso, formando un vero e proprio sistema di comunicazione in tutto il corpo, sfruttando la ridotta impedenza di questi punti . Quando uno dei meridiani è in squilibrio si può verificare una condizione patologica nell’organismo, ecco che la digitopressione mira a ripristinarne l’equilibrio.

L’obiettivo prefissato del massaggio energetico era quello di mantenere l’equilibrio dell’atleta attraverso il trattamento specifico dei meridiani e lo stimolo dei punti. Di necessaria importanza è stato il voler integrare tra loro più tecniche massoterapiche tra cui le competenze mio fasciali e sportive

Il massaggio sportivo, è stato adottato principalmente alla fine degli allenamenti e delle simulazioni su richiesta diretta dell’atleta e quindi è stata data precedenza a manovre meno profonde. Lavorando di più sulle gambe e sulla schiena il trattamento si è svolto con tutte le tre manovre di sfioramento, le frizioni e soprattutto gli svuotamenti, utili per il defaticamento muscolare eliminando le tossine e i prodotti di scarto. Questo tipo di soluzione è stata indispensabile il giorno della competizione, come trattamento post gara, in quanto l’atleta è risultato avere un catabolismo muscolare negativo. Per questo si è deciso di procede in questo modo:

Le tecniche e le manovre adottate non sono state profonde e invasive ma più leggere dando precedenza a frizioni e svuotamenti, soffermandosi di più sugli arti inferiori.

Altro criterio utilizzato, è stato lo stretching mirato a muscoli specifici per aumentare la flessibilità ed elasticità dei tendini e permettere all’atleta di raggiungere la mobilità articolare fisiologica.

CONCLUSIONI

Il lavoro in equipe ha prodotto un continuo ed attento monitoraggio dell’atleta permettendogli di concludere la gara nei tempi previsti da preparazione, con effetti nocicettivi contenuti nei giorni a seguire.

La comparazione con l’ultima uscita ufficiale non è perfettamente sovrapponibile a causa delle differenze d’itinerario.

È sicuramente da considerare un dato oggettivo la buona condizione dell’atleta nei giorni successivi alla gara, evidenziabile anche dai feed-back posturali forniti da un’ulteriore valutazione.

Un dato aggiuntivo è stato raccolto da una simulazione effettuata successivamente nella quale il riscontro temporale ha prodotto un risultato migliore a parità di percorso rispetto all’ultima competizione ufficiale.

Tale dato non è utilizzabile in quanto non tiene conto dello stress psicofisico indotto dalla prestazione.

L’approccio energetico è riuscito, infine, ad essere un elemento positivo che apre nuovi orizzonti di applicazione verso altre discipline.

D.Gromero

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